UPEL CULTURA › Foro romano di Brescia e Palazzo Maggi Gambara - Patrimonio UNESCO dal 2011


Brescia

FORO ROMANO DI BRESCIA E PALAZZO MAGGI GAMBARA - PATRIMONIO UNESCO DAL 2011


Visita il Foro romano di Brescia e gli edifici che lo circondano, i reperti superstiti dell’antica piazza del centro di Brixia, completamente riorganizzata da Vespasiano nel I secolo a.C. Questo sito archeologico conserva i maggiori edifici pubblici di età romana del nord Italia e dal 2011 è Patrimonio UNESCO. Caduto il governo romano e con il passare dei secoli, il foro ha perso rilevanza ma mai il suo ruolo urbanistico di piazza, che infatti si conserva ancora. I resti della maggior parte degli edifici romani sono emersi demolendo altre costruzioni e scavando nei sotterranei. Il foro di Brescia era il fulcro della vita cittadina con edifici di carattere economico, sociale e politico.
   La Basilica civile
Sul lato sud della piazza sorgeva la Basilica civile, un grande edificio colonnato con tre grandi aperture, di cui oggi rimangono solo resti emersi. A fine XX secolo, il palazzo sorto sui resti della basilica è diventato sede della Soprintendenza ai beni archeologici, e sono lì esposti alcuni reperti emersi durante gli scavi. Ad ovest sorgeva un complesso termale. Il lato nord e quello sud del foro erano collegati da due lunghi colonnati, creando un ambiente unitario. Sotto questi portici vi erano edifici commerciali. Dall’altezza delle colonne rimaste, si suppone che fossero stabili a due piani.
   Il Teatro romano
Sul lato nord est, usando il pendio naturale del Monte Cidneo, fu eretto il Teatro romano. Con un impianto vicino ai teatri greci, si presentava con una classica forma a emiciclo. Del teatro rimangono solo i resti emersi dagli scavi del 1823, ovvero la cavea, la scena e il muro originario che si affacciava sulla strada. È comunque possibile affermare che fosse il più grande del nord Italia dopo il Teatro Romano di Verona, con una capienza di circa 15 mila persone.
   Il Capitolium
Il Capitolium o Tempio Capitolino sorgeva a nord della piazza, in posizione monumentale, raggiungibile dalla piazza tramite due rampe di scale. Sono stati scoperti resti in un impianto di idraulico e si ipotizza che l’ultima rampa fosse a sua volta divisa in due da delle fontane. L’impianto del Capitolium doveva essere di tipo classico, con un colonnato anteriore e chiuso sui restanti lati. Dietro la facciata si aprivano tre celle, oggi ancora visibili. In due di queste sono sopravvissuti i pavimenti originari, con bellissimi mosaici. È presente anche una quarta cella, parte del tempio precedente e posta sotto il Capitolium stesso, che conserva ancora gli affreschi originali. Il Capitolium fu distrutto da un incendio durante le invasioni barbariche e poi sepolto da un crollo del monte Cidneo. Solo nel 1823 fu riportato alla luce, demolendo tutti gli edifici sorti nel frattempo e scavando nei sotterranei. Nel 1826 furono scoperti il gruppo dei bronzi romani, tra cui la Vittoria Alata. Tra i reperti emersi si è ben conservata la soglia della cella centrale, che ospita anche un esteso lapidario e un’antica colonna del tempio. Questa era l’unico resto che emergeva prima degli scavi e la sua cima era usata come tavolino da un piccolo cafè.
   Palazzo Maggi Gambara
Non vi sono notizie su quali fossero gli edifici sul lato est. Tra quelli abbattuti per gli scavi archeologici si salvò solo Palazzo Maggi Gambara. L'edificio è infatti il custode di affreschi di grande valore storico – artistico. Sorto sui resti dell’antica platea del teatro, il palazzo risale al XV secolo. Nel XVII fu aggiunto un nuovo corpo di fabbrica, ampiamente decorato con ritratti romani, trofei di d’armi e una scala interna con stucchi ed affreschi d’oro.
Aperture (orario invernale dall'1 ottobre al 31 maggio): Martedì, mercoledì, giovedì, venerdì, sabato, domenica | 10:00 – 18:00 Ultimo ingresso ore 17.15
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