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Civico Museo Archeologico e Sezione Risorgimentale di Villa Mirabello

Sull’omonimo colle sorge Villa Mirabello, edificata sul finire del XVII secolo come proprietà dei conti Stampa di Soncino. Fu però la famiglia Taccioli che modificò profondamente la dimora, donandole il suo caratteristico stile inglese. Nel 1948 il Comune di Varese ha acquistato la villa e il parco, collegando quest’ultimo ai vicini Giardini Estensi.

La Villa

La residenza si presenta oggi come un corpo rettangolare da cui si estendono due corti chiuse. Dal lato nord svetta una torretta in stile medievale mentre la facciata è scandita da abbaini e bovindi. Della precedente costruzione rimane solo l’Oratorio della Beata Vergine Addolorata, progettato nel 1767 da Giuseppe Veratti. La chiesetta ha pianta quadrangolare, una piccola lanterna sulla sommità e un grande oculo in pietra nel prospetto.
La villa è circondata da un vasto parco all’inglese, collegato ai vicini giardini di Palazzo Estense con una fitta carpineta. Lungo i viali si possono incontrare diverse specie botaniche. Ricordiamo il secolare cedro del Libano, un acero giapponese, un ginko biloba, un boschetto di magnolie, camelie rosse, platani e castani.

Il Museo

Villa Mirabello è oggi sede del Civico Museo Archeologico e della Sezione Risorgimentale. Il polo è stato istituito nel 1871, con lo scopo di raccogliere gli importanti resti preistorici e palafitticoli scoperti lungo le rive del lago e nei territori limitrofi. L’esposizione si articola in:
– sezione preistorica, che conserva reperti che vanno dal Mesolitico al tardo Neolitico, tra cui diversi acciarini in selce e un vaso globoso trovato presso la Lagozza di Besnate.
– sezione età dei metalli, in cui sono raccolti materiali dell’età del Bronzo e del Ferro, emersi dai siti Unesco dell’Isolino Virginia e di Bodio Lomnago, ma anche resti dell’importante Cultura di Golasecca. Qui è possibile ammirare la Spada di Biandronno, datata tra il 1700 e 1000 a.C., e il corredo funebre della Seconda Tomba del Guerriero di Sesto Calende, del VI secolo a.C.
– sezione romana, ricca di materiali da tutto il Varesotto e che provengono, per la quasi totalità, da necropoli. Oltre alle numerose monete, segnaliamo la coppa di vetro Cagnola, il prezioso corredo funebre di Mercallo e le anfore di Angera.
– sezione risorgimentale, che racconta soprattutto della battaglia di Varese del 1859, dallo sbarco dei Cacciatori della Alpi alla battaglia vera a proprio, che portò alla liberazione dell’intera Lombardia dagli austriaci. È qui conservata la monumentale tela di Eleuterio Pagliano Lo sbarco dei Cacciatori delle Alpi a Sesto Calende.
Il museo ospita inoltre una piroga monossile emersa dal lago di Monate, un ricco lapidario del periodo romano e la Mummia di Villa Mirabello, i cui resti appartengono a un bambino e sono datati al 1500-1600 d.C. circa.

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