Skip to content Skip to main navigation Skip to footer

Gli scarichi idrici delle attività economiche alla luce dei recenti decreti di semplificazione – Gaetano Alborino

DOCENTE
Gaetano Alborino
Avvocato, Specializzato in Diritto Amministrativo e Scienza dell’Amministrazione. Funzionario Polizia Metropolitana di Napoli, formatore e autore di pubblicazioni. Esperto in materia ambientale.

STRUTTURA
1 luglio 2022, dalle ore 9.30 alle 12.00
• 6 luglio 2022, dalle ore 9.30 alle 12.00

• Autorizzazioni in materia di tutela delle acque tra A.U.A. e SCIA DUE
• L’assimilabilità delle acque reflue industriali a quelle domestiche nella recente giurisprudenza
• Acque meteoriche di dilavamento e acque di prima pioggia nelle attività produttive: quale la loro corretta configurazione?
• La disciplina sanzionatoria: l’accertamento dei reati e i relativi atti di polizia giudiziaria. Ampia casistica

PRESENTAZIONE
Il Decreto cd. “S.C.I.A. due” provvede alla precisa individuazione delle attività oggetto di procedimento, di comunicazione o Scia o di silenzio assenso, nonché quelle per le quali è necessario il titolo espresso e introduce le conseguenti disposizioni normative di coordinamento.
E tra le attività economiche richiamate dal sopra citato Decreto, numerose sono quelle che producono scarichi idrici.
Quali in concreto le novità?
Quali gli adempimenti?
Quali le responsabilità?
Quali le condotte da ritenersi illecite?
Il Regolamento di semplificazione ambientale introduce importanti novità riguardanti gli «adempimenti in materia di scarichi idrici».
In particolare, detta le condizioni affinché gli scarichi (industriali) di numerose attività economiche possano essere assimilate alle acque reflue domestiche.
La corretta distinzione tra le due tipologie di acque reflue – domestiche o industriali è fondamentale, perché a seconda della loro corretta configurazione giuridica, trova rilievo una distinta disciplina autorizzatoria e sanzionatoria.
E ancora: la nuova Autorizzazione Unica Ambientale (A.U.A.).
Una facoltà o un obbligo per le aziende che effettuano scarichi idrici?
Quale il campo di applicazione e quali le strutture che la possono richiedere?
Il Decreto Legislativo n. 121/2011, come modificato dalla Legge n. 68/2015, ha esteso agli enti e alle imprese la responsabilità per una serie di reati contro l’ambiente, tra cui gli scarichi non autorizzati.
Quali i criteri d’imputazione, quali le sanzioni a carico delle società e degli enti?
Quali le condizioni che escludono la cd. Responsabilità amministrativa delle persone giuridiche?
La giornata di studi affronterà – con taglio operativo – tutte le novità giurisprudenziali e normative intervenute nel campo del diritto dell’Ambiente, con particolare approfondimento di quelle introdotte dai recenti decreti che hanno profondamente modificato la Parte III del Testo Unico Ambientale.
Illeciti e sanzioni.
Quale disciplina sanzionatoria, nei casi di assenza di titoli autorizzatori?

PROGRAMMA
• Riferimenti normativi.
• La nuova nozione di scarico.
• Gli elementi essenziali del concetto di scarico.
• I corpi ricettori.
• Le vasche e le cisterne aziendali: scarico o deposito di rifiuti?
• I rifiuti costituiti da acque reflue.
• Le acque di scarico e i rifiuti liquidi.
• I rapporti tra la normativa sulla tutela delle acque e quella in tema di rifiuti.
• Le tipologie di acque reflue:
• Le acque reflue domestiche, industriali e urbane.
• La nozione di acque reflue industriali secondo i recenti orientamenti della giurisprudenza.
• Le acque provenienti da:
-impianti di lavanderia;
-un autolavaggio;
-parcheggi;
-un’attività di auto carrozzeria;
-un’attività da autofficina meccanica;
-un centro di revisione;
-un’attività di falegnameria;
-un’attività di pasticceria;
-un mattatoio comunale;
-lavaggio di inerti, di pavimenti di un complesso industriale, di betoniere;
-lavaggio dei piazzali adibiti allo stoccaggio dei rifiuti o dei mezzi adoperati per il loro trasporto;
-lavaggio di cassonetti;
-lavorazioni marmi;
-piscine;
-da un centro sportivo (campi da tennis, calcetto … …);
-ristoranti ed alberghi.
• L’assimilabilità delle acque reflue industriali a quelle domestiche alla luce del nuovo decreto di semplificazione ambientale.
• L’immissione occasionale e la tracimazione. Quale disciplina applicare?
• Scarico discontinuo di reflui e scarico occasionale. La distinzione nell’evoluzione normativa e giurisprudenziale.
• Le acque meteoriche e di dilavamento
• Le acque reflue assimilabili alle domestiche.
• Le deleghe alle Regioni per l’emanazione di specifiche normative in materia di:
-limiti di emissione degli scarichi;
-assimilabilità alle acque reflue domestiche;
-utilizzazione agronomica;
-acque meteoriche di dilavamento e acque di prima pioggia;
-autorizzazione allo scarico.
• La disciplina autorizzatoria degli scarichi.
• Gli elementi essenziali dell’autorizzazione.
• Il potere discrezionale della pubblica amministrazione.
• Tempi e validità dell’autorizzazione.
• Il subingresso di un soggetto in un’attività economica già autorizzata: obblighi ed adempimenti.
• La disciplina dei pozzi perdenti o assorbenti, tra normativa nazionale regionale e locale.
• La corretta gestione delle fosse e delle vasche settiche.
• Il regime sanzionatorio previsto dal Testo Unico Ambientale, alla luce delle recenti modifiche.
• Gli illeciti amministrativi e gli illeciti penali.
• La mancanza di autorizzazione e il superamento dei limiti tabellari.
• Circostanze esimenti.
• Le regole del campionamento.
• Particolari ipotesi sanzionatorie:
-Il trasporto illecito dei rifiuti liquidi costituiti da acque reflue;
-Lo sversamento dei liquami da autospurgo.
• Le disposizioni del codice penale in materia di acque:
-il danneggiamento (art. 635 C.P.);
-il getto di cose pericolose (art. 674 C.P.);
-la violazione delle norme di tutela del paesaggio (art. 181 del D. Lgs. n. 42/2004).
• La responsabilità delle persone giuridiche derivante da scarichi non autorizzati, alla luce del decreto n. 121/2011
• Il D. Lgs n. 121/2011, in attuazione delle direttive 2009/123/Ce e 2005/35/Ce ha introdotto nuove fattispecie di reati ambientali ed ha esteso, mediante modifiche apportate al D. Lgs. n. 231/2001, la responsabilità penale anche alle persone giuridiche.

Iscrizioni

Accedi / registrati all'Area Riservata e iscriviti al corso dalla voce di menu "Iscrizione Corsi"

Come partecipare - Info utili

Per partecipare è necessaria la registrazione al portale e l’iscrizione al webinar, nelle modalità sopra indicate.
Effettuata l’iscrizione al webinar, potrete collegarvi all’evento formativo direttamente dal vostro profilo, accedendo a Corsi Personali. Lì troverete i webinar ai quali siete iscritti: cliccate, il giorno e all’ora precisati, sul pulsante Collegati al webinar.
In alternativa, potrete partecipare al webinar cliccando sul collegamento contenuto all’interno della e-mail che riceverete dopo l’iscrizione al webinar, e che riporta ulteriori utili informazioni di accessibilità all’evento online.

  • Il webinar si svolgerà tramite la piattaforma GoToWebinar
  • È possibile anticipare le domande, scrivendo, entro il giorno precedente il webinar, a webinar1@upel.va.it
  • Durante il webinar, l’interazione sarà consentita tramite chat
  • Attestato di frequenza, documentazione e registrazione della lezione (ove consentito) saranno disponibili, successivamente al webinar, nell’area riservata del portale alla voce Corsi Personali.

Requisiti tecnici minimi
 connessione internet stabile
 casse o cuffiette collegate al PC per l’ascolto.
Se si utilizza un sistema operativo per Macintosh, può rendersi necessario il download dell’app GoToWebinar dal Mac App Store. È possibile partecipare anche con smartphone/tablet scaricando l’app GoToWebinar disponibile per dispositivi Android e iOS.

QUOTE D’ISCRIZIONE
• Enti Associati: la partecipazione è GRATUITA.
• Enti non Associati: la quota di partecipazione al corso è di € 35,00 a persona (per gli importi superiori a €. 75,00 verrà addebitata la marca da bollo di €. 2,00).
• Privati/Aziende/Studi professionali: la quota di partecipazione al corso è di € 42,70 a persona (€ 35,00 + IVA 22%) – obbligo di pagamento anticipato. In fase di iscrizione corso, allegare la ricevuta di pagamento.

Il versamento della quota potrà essere effettuato sul c/c bancario UPEL presso BPER BANCA – Via Vittorio Veneto 2 – Varese (CODICE IBAN: IT78G0538710804000042439240) oppure sul c/c postale n. 19166214 (CODICE IBAN: IT63 U076 0110 8000 0001 9166 214), entrambi intestati a Upel – Via Como n. 40 – 21100 Varese.

Si prega di trasmettere la determinazione di assunzione di impegno di spesa, se prevista, prima della data di inizio del corso.
In caso di impossibilità a partecipare, si prega di inviare disdetta entro 3 giorni dall’evento all’indirizzo formazione@upel.va.it
Si avvisa che la mancata comunicazione, entro il predetto termine, comporterà l’addebito di una penale pari al 50% della quota dovuta.

Si precisa che la partecipazione di un dipendente di una stazione appaltante ad un seminario o ad un convegno non integra la fattispecie di appalto di servizi di formazione (paragrafo 3.9 Determinazione AVCP, ora ANAC, n. 4/2011). Non è quindi necessario richiedere il CIG.

La segreteria UPEL è a disposizione per ulteriori informazioni e supporto al n. 0332 287064 – email upel@upel.va.it e formazione@upel.va.it