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Gravedona ed Uniti

CHIESA DEI SANTISSIMI GUSMEO E MATTEO


In posizione elevata, e a breve distanza dal Convento di Santa Maria delle Grazie, si trova la chiesa dei Santissimo Gusmeo e Matteo. Secondo la tradizione, la fabbrica sorgerebbe sul luogo del martirio dei due santi patroni, soldati dell'Imperatore Massimiano rei di aver seguito il loro commilitone San Fedele. A quest’ultimo era intitolato un oratorio romanico, costruito nel XIII secolo in ricordo del martirio. La primitiva chiesa fu rivisitata ed ampliata nella prima metà del Cinquecento. La modifica più sostanziale fu il cambio di orientamento, che portò alla demolizione della facciata per edificare il nuovo presbiterio. Ulteriori modifiche si ebbero ad inizio Seicento, con la realizzazione della sacrestia e del campanile. Nel 1637, infine, la chiesa fu intitolata ai Santi Gusmeo e Matteo. L’edificio, introdotto sul lato meridionale da un doppio viale di platani, presenta un’aula a navata unica con cappelle laterali e presbiterio rettangolare. Graziosa la facciata a capanna, che coniuga un gusto neoclassico ad una spetto più semplice. La porzione inferiore presenta infatti un settecentesco pronao su colonne di marmo ed un elegante portale in pietra. Al di sopra il prospetto è privo di intonaco e conserva una decorazione dentellata ed ad archetti pensili lungo il profilo. Ornamenti simili si ritrovano anche sul versante sud, dove si conservano tracce della primitiva facciata prima del cambio d’orientamento. Si riconoscono dettagli in cotto, quali monofore ed archetti ciechi. A nord, invece, si colloca il campanile seicentesco, con pianta quadrata ed altrettante decorazioni romaniche. La campagna decorativa interna si realizzò perlopiù nel corso del Seicento. L’opera più nota e rilevante è sicuramente l’affresco sulla volta del presbiterio, ovvero la Gloria di Dio Padre fra Angeli musicanti. Realizzata nel 1608 da Giovan Mauro Della Rovere detto il Fiammenghino, è considerata una delle realizzazioni più significative dell'artista nel territorio lariano. Sempre del Fiammenghino sono le Virtù Cardinali del sottarco del presbiterio e tre tele con scene di vita e del martirio dei Santi Patroni. Notevoli anche le decorazioni a stucco, opera di Giovanni Battista da Moltrasio e figlio. La cappella dell’Annunciata conserva scene della Vita della Vergine ed una pala d’altare dell’Annunciazione. Questa sarebbe una copia, del dipinto col medesimo soggetto, che il Guercino realizzò per la chiesa dell'ospedale Maggiore di Milano. Nella cappella della Vergine del Rosario si ammira un pregevole dipinto su seta della Madonna col Bambino tra i Santi Domenico e Caterina. La realizzazione dello stendardo, di inizio Seicento, è attribuita a Stefano Lambri. Da ricordare, infine, l’urna in marmo bianco sotto l’altare maggiore, che conserva le reliquie dei santi Gusmeo e Matteo, qui traslate nel 1637.

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