UPEL CULTURA › Teatro Sociale “Delia Cajelli”


Busto Arsizio

TEATRO SOCIALE “DELIA CAJELLI”


Il Teatro Sociale fu edificato nel 1891 su commissione della Società anonima del Teatro Sociale. L’associazione era un progetto del cavalier Giovanni Candiani per elevare la cultura della città. In seguito alla sua morte, l'attività fu portata avanti dalla figlia, la contessa Carolina Candiani Durini. Parteciparono anche il genero e alcuni imprenditori locali, quali Candiani, Crespi, Milani e Pozzi. Dal 1891 ai primi anni Cinquanta, il teatro fu la “piccola scala di Busto Arsizio”, con la rappresentazione dei titoli più in voga del panorama lirico. Tra il 1950 e il 1970 il teatro sociale fu sottoposto a profondi restauri, che lo trasformarono in un’anonima sala cinematografica. Gli spettacoli teatrali ripresero con l’arrivo del direttore artistico Delia Cajelli. Negli anni Novanta il teatro fu sottoposto a un nuovo restauro. Il risultato è un armonico gioco tra antico e moderno, grazie anche all'introduzione di una skenè nera a forma di U, delimitata da tre pareti, su un muro grigio in cemento vivo. Del progetto originario del tardo XIX secolo, che si basava sui grandi teatri lirici del Settecento, rimane ben poco, a causa delle numerose ristrutturazioni del XX secolo. La facciata, completata nel 1898, è a salienti con frontone triangolare, valorizzata da un protiro neoclassico. Nella parte superiore del corpo emerge la cupola semiellittica rivestita di rame. Gli interni sono senza fossa, con platea con due ordini di palchetti e un loggione in galleria, per un totale di 658 posti. Nella controsoffittatura della sala rimangono invece tracce degli antichi affreschi di figure allegoriche, coperti con i restauri degli anni Cinquanta e Settanta.

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