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Cassazione: Recupero somme indebitamente versate su trattamento accessorio al personale

25/07/2023
La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 17648 del 20/6/2023, si è pronunciata in merito all’obbligo di restituzione della retribuzione di risultato corrisposta ad un dirigente comunale e indebitamente percepita per violazione dei vincoli finanziari imposti alla contrattazione decentrata, con riferimento all’art. 4, comma 1, del D.L. n. 16/2014 convertito in legge 68/2014.

La norma prevede che le regioni e gli enti locali che non abbiano rispettato i vincoli finanziari posti alla contrattazione collettiva integrativa sono obbligati a recuperare integralmente, a valere sulle risorse finanziarie a questa destinate, rispettivamente al personale dirigenziale e non dirigenziale, le somme indebitamente erogate mediante il graduale riassorbimento delle stesse, con quote annuali e per un numero massimo di annualità corrispondente a quelle in cui si è verificato il superamento di tali vincoli.

Si tratta di una disposizione che introduce un sistema di recupero delle somme versate sulla base di una contrattazione collettiva integrativa nulla per violazione dei vincoli finanziari posti a questa e, quindi, colpita dalla sanzione prevista dal D.lgs. n. 165 del 2001, art. 40, comma 3, ultimi due periodi e successive modificazioni, per il quale le pubbliche amministrazioni non possono sottoscrivere in sede decentrata contratti collettivi integrativi in contrasto con vincoli risultanti dai contratti collettivi nazionali o che comportino oneri non previsti negli strumenti di programmazione annuale e pluriennale di ciascuna amministrazione. Le clausole difformi sono nulle e non possono essere applicate.

La Suprema Corte enuncia il principio di diritto in base al quale non vi è una deroga all’art. 2033 c.c. (indebito oggettivo), con la conseguenza che la P.A. può, nelle ipotesi previste dal citato art. 4, comma 1, recuperare, ai sensi del medesimo art. 2033 c.c., le somme illegittimamente versate direttamente dal dipendente che le abbia indebitamente percepite, non facendo venir meno la possibilità per il Comune di agire direttamente nei confronti del personale percettore degli importi non dovuti. La norma cosi modificata prevede un sistema di riassorbimento delle risorse illegittimamente utilizzate per mezzo della contrattazione integrativa che opera all’interno della stessa pubblica amministrazione.

 

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