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DL Reclutamento, come cambia il lavoro pubblico. Le slide del Ministro della PA

Il ministro per la Pubblica amministrazione ha svolto un’audizione in Commissioni congiunte 1° Affari Costituzionali e 2° Giustizia del Senato della Repubblica sul disegno di legge di conversione in legge del dl 9 giugno 2021, n. 80, c.d. Decreto Reclutamento. Il provvedimento reca misure urgenti per il rafforzamento della capacità amministrativa delle pubbliche amministrazioni.
Tali misure sono contenute nel primo dei due titoli che compongono il DL (il secondo contiene norme ad hoc per l’efficienza della giustizia ordinaria e amministrativa) e riguardano l’introduzione delle modalità speciali per il reclutamento per il PNRR e l’accrescimento della capacità funzionale della PA. Il decreto rafforza la capacità amministrativa e punta alle assunzioni per la realizzazione del Pnrr. Sono definite regole di velocizzazione per gestire la montagna di progetti. Alla fine del contratto a tempo determinato 3+2, questo verrà considerato titolo valido per una sorta di stabilizzazione del 40% per poter fruire nella Pa di queste competenze”. Il decreto reclutamento, in applicazione del Patto Governo-sindacati per l’innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale, supera i tetti sul salario accessorio rinviando alla contrattazione collettiva i criteri e le modalità attuative. Sarà, inoltre, definita dai contratti collettivi nazionali una nuova area funzionariale per favorire l’ingresso e la progressione di carriera del personale di elevata qualificazione.
L’art. 6 del DL prevede il Piano Integrato di attività e organizzazione, il documento di programmazione unico che le amministrazioni pubbliche saranno tenute a presentare. Il Piano accorperà, tra gli altri, i piani della performance, del lavoro agile, della parità di genere, dell’anticorruzione. Restano esclusi dall’unificazione soltanto i documenti di carattere finanziario. Il “Piano” unico punta a realizzare un nuovo modello di pianificazione organizzativa nelle PA, attraverso una visione integrata dei processi delle amministrazioni. Obiettivo è eliminare oneri inutili e duplicazioni, predisponendo un documento intelligibile e unico che chiarirà l’orizzonte verso cui tende ogni amministrazione. Una sorta di “mappatura” del cambiamento.
Da settembre 2021 vedrà la luce il portale del reclutamento. La piattaforma non viene istituita con il Dl Reclutamento, ma faceva già parte delle misure previste dalla Legge 19 giugno 2019, n. 56, sempre in funzione della riduzione dei tempi di accesso al pubblico impiego. Il Dipartimento della Funzione pubblica siglerà un Protocollo d’intesa con la rete delle professioni tecniche per creare banche dati specifiche dei professionisti iscritti agli Albi. Allo stesso modo, attiverà una partnership con LinkedIn, la più grande piattaforma di attrazione delle professionalità presente sul mercato, per amplificare le occasioni di lavoro nella Pubblica amministrazione e raggiungere in maniera mirata i professionisti che lavorano in Italia e nel mondo.

Le slide DL 80/2021 – Audizione al Senato

 

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