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Museo Baroffio e del Santuario del Sacro Monte

Accanto al Santuario di Santa Maria del Monte si trova il Museo Baroffio, che conserva preziose donazioni e opere d’arte sacra. Un primo museo risale al 1900 e accoglieva le antiche testimonianze del Santuario, disposte secondo un allestimento di Lodovico Pogliaghi. Nel 1936 a questa raccolta fu unita la collezione privata del Barone Giuseppe Baroffio Dall’Aglio, andando a creare l’attuale Museo.

Una graziosa scalinata porta a una balconata con una bellissima vista su Varese. Da qui si accede al museo, dove l’esposizione si articola su tre livelli:
– al primo piano si trova la Madonna con il Bambino di Domenico e Lanfranco da Ligurno. L’opera, grandioso esempio di scultura romanica, è l’immagine simbolo del museo. Tra le opere conservate ricordiamo un antico antifonario di canto ambrosiano, con miniature del tardo XIII secolo e alcuni preziosi paliotti.
– il secondo piano accoglie testimonianze scultoree del Santuario e la donazione del Barone Baroffio. La quadreria comprende dipinti che vanno dal Quattrocento al Settecento, con un significativo nucleo di opere fiamminghe e olandesi.
– di recente formazione è la collezione d’arte sacra contemporanea del terzo piano, donata da Monsignor Pasquale Macchi. Vi si trovano opere a tema mariano di Renato Guttuso, Mario Sironi, Floriano Bodini, Henri Matisse e Georges Rouault.

Il museo accoglie anche il “drago di Breno”, un coccodrillo del Nilo lungo oltre tre metri. Il rettile era probabilmente parte di uno zoo privato e giunse nel Santuario come ex voto. Nell’antichità coccodrilli, serpi e draghi erano spesso associati al male e la collocazione di questi animali in luoghi religiosi aveva un forte significato simbolico ed era un monito concreto ai fedeli.

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