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Basilica di Santa Maria delle Grazie – Patrimonio UNESCO dal 1980

La Basilica di Santa Maria delle Grazie fu edificata su volere di Ludovico il Moro, nuovo signore di Milano, a testimonianza del nuovo stile rinascimentale. La sua costruzione fu contemporanea a quella dell’adiacente convento, tra il 1463 e il 1497.
Si presenta con tre navate basse e larghe, una facciata a campana e un imponente presbiterio. Le navate, coperte da volte a crociera, sono separate da colonne, dando vita ad uno spazio unitario. Sui due lati delle navate minori si aprono due file di sette cappelle.
Esternamente la basilica è decorata in stile lombardo, con cotto e granito bianco. La facciata è semplice, divisa in cinque campiture da sei contrafforti. Il portone centrale, fortemente voluto da Ludovico il Moto, è in marmo bianco, con delle colonne che sorreggono un’alta trabeazione. Le porte laterali sono invece spoglie, in quanto i portali barocchi furono tolti e mai sostituiti.
Le cappelle laterali, come gran parte del complesso, sono un progetto di Guiniforte Solari. Tutte tranne la Cappella della Vergine delle Grazie, struttura preesistente alla costruzione della Basilica e del convento. Inglobata nella costruzione, ha dato poi il nome a tutto la struttura.

Il progetto del presbiterio è attribuito al Bramante, anche se fu completato da Giovanni Antonio Amedeo. La Tribuna Bramantesca si presenta come un grosso cubo con al centro una cupola emisferica. I quattro lati sono tutti aperti con grandi archi su due absidi simmetriche, sulla navata centrale e il coro. Tutta la chiesa è internamente abbellita con decorazioni a graffio e si ripetono i motivi circolari neri su intonaco bianco. Esternamente la cupola è sormontata da un tiburio a forma di prisma, molto elaborata. La sua ricca decorazione – con patere circolari, stemmi, nicchie, lesene e intricati motivi geometrici – è uno dei migliori esempi di decorazione plastica del rinascimento lombardo. La Tribuna ospitava il Mausoleo, in cui fu tumulata la Duchessa Beatrice d’Este, moglie di Ludovico il Moro. Dopo la morte del Duca in Francia, il Mausoleo fu disperso e il cenotafio, che rappresentava i due sposi distesi a grandezza naturale sul coperchio, è ora conservato presso la Certosa di Pavia.
Nel coro sono ancora visibili gli stalli lignei dei frati, disposti su due file e finemente intarsiati.
La Tribuna Bramantesca era collegata, tramite il Chiostro delle Rane, alla Sagrestia Vecchia o del Bramante. Costruita in concomitanza col la Tribuna, è un’ampia aula rettangolare con soffitto a volta a botte. Tra i vari affreschi, quelli della volta sono da alcuni attribuiti a Leonardo da Vinci.