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Sito palafitticolo del Lucone – Patrimonio UNESCO dal 2011

Il sito archeologico di Lucone è uno dei più importanti per lo studio della Preistoria nell’Italia settentrionale. Situato in una conca del bacino del lago di Garda, ormai prosciugato, ospitava un lago sulle cui rive vi furono insediamenti dall’Età del Bronzo.
Le prime scoperte risalgono al XVI secolo, durante delle operazioni di bonifica dell’area. Diversamente da altri siti vicini, durante le due guerre mondiali, Lucone non fu interessato dall’estrazione della torba, garantendone quindi la conservazione. I primi scavi iniziarono nel 1965, portando alla luce una piroga di 4 mila anni fa. Questa prima campagna, durata fino al 1971, interessò l’area Lucone A. Sono infatti state evidenziate cinque aree di affioramento (rinominate A, B , C, D, E), tutte risalenti al Bronzo Antico. Sono emersi anche reperti del Neolitico, segno di insediamenti precedenti.

Le ricerche attuali si concentrano sul Lucone D, un sito piccolo ma ricchissimo di reperti, protetti perché carbonizzati da un incendio che divampò nel villaggio. Il fuoco ha garantito la sopravvivenza di semi, tessuti, frammenti di intonaco e pavimento. Reperti, in genere, di immediata deperibilità.
Di recente scoperta anche il cranio di un bambino di 3-4 anni, forse posto sul fondale del lago come rito di fondazione di un nuovo villaggio (a sostituzione di quello bruciato).
Le tantissime testimonianze sono conservate presso il Museo archeologico della Valle Sabbia, fondato nel 1965 a Gavardo. Il museo si occupa delle campagne di scavo, su concessione ministeriale, e organizza visite e laboratori nei siti archeologici.

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