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Santuario della Beata Vergine dei Miracoli

Il Santuario della Beata Vergine dei Miracoli è stato costruito tra il 1498 e il 1666 e retto per secoli da laici. La sua edificazione avvenne per ospitare il prezioso simulacro trecentesco della Madonna del Miracolo.
Si tratta di una delle testimonianze più importanti del rinascimento lombardo. Non è chiaro chi sia l’architetto del progetto iniziale ma l’ipotesi più probabile è quella di Giovanni Antonio Amadeo.

Il Santuario si presenta con pianta basilicale ma ha però un impianto misto. Il primo nucleo cinquecentesco, aveva infatti pianta a croce latina ed era composto da un vano quadrato con cupola ed ampie cappelle laterali. Successivamente furono costruiti l’avancorpo a tre navate e il matroneo superiore.

La ricchissima facciata manierista è stata realizzata nel 1595 su un progetto di Pellegrino Tibaldi. Nell’ordine inferiore si trovano imponenti colonne binate con capitelli dorici che sostengono un fregio dorico a metope e triglifi. Al centro si trova il portale principale, affiancato da statue delle Sibille e introdotto da un protiro con colonne scanalate, telamoni e un alto frontone a due spioventi. Tutti e tre gli ingressi sono sormontati da altorilievi con episodi della vita della Beata Vergine Maria.
La sezione superiore è scandita da altrettante colonne binate e dal bellissimo fregio ionico. Al centro si apre una serliana e ai lati sono collocati due profeti in nicchie a timpano.
Coronano la facciata il frontone con la dedica al Santuario e la balaustra con piramidi, la statua dell’Assunta al centro e quelle di due coppie di angeli che suonano la tromba ai lati.

Dal fianco settentrionale si innalza il campanile, realizzato ad inizio Cinquecento da Paolo Della Porta. Alto 47 metri, è l’edificio più alto di Saronno. La torre ha base quadrangolare ed è scandita da paraste angolari, marcapiani e sfondati in laterizi. Al di sopra della cella campanaria con bifore, si trova un impianto poligonale, che termina a cuspide.
Ben visibile è anche il tiburio dodecagonale, decorato con bassorilievi a rombo, dodici bifore e una lanterna esagonale in rame con oculi ciechi e doppia calotta.

Gli splendidi interni sono ricchissimi e sono stati realizzati tra il Cinquecento e tutto il Seicento. Alla decorazione pittorica originaria, della fine del XV secolo, si sono aggiunti numerosi affreschi.
Sono di Bernardino Luini gli affreschi dell’abside, del presbiterio (Presentazione al Tempio e Adorazione dei Magi) e dell’anti-presbiterio (Sposalizio e Disputa tra i dottori) mentre Gaudenzio Ferrari ha realizzato la splendida cupola con tre girotondi di angeli festanti e musicanti che accompagnano l’Assunta all’incontro con l’Eterno Padre.
Le venti statue a grandezza naturale dei Profeti e delle Sibille del tamburo della cupola e i gruppi lignei del Cenacolo e della Deposizione della croce, posti nelle cappelle laterali dell’anti-presbiterio, sono opera di Andrea da Milano, Giulio Oggioni e sono stati dipinti da Alberto da Lodi.
Infine, la complessa volta a botte è decorata con le Glorie della Vergine. Le cappelle dedicate a Sant’Anna e a San Giovanni Battista sono arricchite con opere del Legnanino.

Accanto al Santuario sorgeva la Casa dei Deputati, l’organismo elettivo di nobili e popolani che amministrava i beni e l’edificio sacro. Il complesso affaccia sulla piazza ed è completo di porticato, campanile delle ore e chiostro alberato.
Oggi ospita la Quadreria e l’Archivio del Santuario.