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Parco Archeologico di Castelseprio – Patrimonio UNESCO dal 2011

Il Castrum di Castelseprio, parte dell’omonimo parco archeologico, nasce in epoca tardo romana con piccoli insediamenti, all’incrocio fra le strade di Como e Novara. Nel tardo Medioevo, i Longobardi ne confermano la posizione strategica, sviluppandovi un ampio distretto territoriale. Anche successivamente quest’area si rivela cruciale per il controllo della Valle Olona, tant’è che i Visconti, sconfitti i Torriani, ne imposero la distruzione.
Dopo l’abbattimento della rocca, l’abitato si è spostato ai margini. L’area è rimasta isolata e ricoperta dalla vegetazione per oltre sette secoli e solo negli anni Cinquanta sono iniziati i primi scavi archeologici.
Il parco archeologico di Castelseprio comprende:

  • il castrum, con una serie di costruzioni militari, religiose e civili
  • la Basilica di San Giovanni Evangelista e la Chiesa di San Paolo, di cui rimangono solo ruderi
  • la cascina/convento di San Giovanni con l’Antiquarium appena allestito, dove sono esposti i materiali dei primi insediamenti preistorici, resti di affreschi e ceramiche rinascimentali.
  • il borgo, sviluppato a occidente del castrum, di cui vi sono resti affiorati
  • la Chiesa di Santa Maria foris portas, che è l’edificio più antico e meglio conservato del parco. Con una struttura molto semplice e quasi rustica, l’edificio era forse una chiesa privata con funzioni funerarie. Costruita in età carolingia, la Chiesa di Santa Maria custodisce un vero gioiello, con un ciclo di affreschi dedicati all’infanzia di Cristo, considerati una tra le più importanti testimonianze della pittura muraria europea dell’Alto Medioevo. L’autore, noto come “Maestro di Castelseprio”, è anonimo e sembra essersi ispirato soprattutto ai vangeli apocrifi. Lo dimostra la rappresentazione della “prova delle acque”, in cui si racconta la verifica della verginità di Maria facendole bere acqua amara, episodio che è presente solo nella tradizione apocrifa. A livello tecnico si nota uno schema prospettico tipico della pittura romana e quindi la sopravvivenza di elementi artistici classici alla concezione germanica.

Nel 2011 il Castrum, col vicino Monastero di Torba, è stato inserito nella lista dei patrimoni UNESCO.