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Chiesa parrocchiale di San Giulio

Arcidiocesi di Milano – Parrocchia di San Giulio

La nuova chiesa parrocchiale di San Giulio fu costruita tra il 1825 e il 1846 per poter accogliere la sempre più crescente popolazione. Nel 1881 fu ultimato il campanile, alto 47 metri è l’edificio più alto del comune, da cui si ammira uno spettacolare panorama.

La chiesa ha un impianto a croce greca, con tre navate, abside semicircolare e sei cappelle laterali, di cui la prima a sinistra è l’attuale battistero. All’intersezione del transetto con la navata centrale si innalza una grande cupola. Gli esterni conservano la muratura a vista, tranne la sezione frontale, che è intonacata.

L’imponente facciata è a salienti e scandita da coppie di lesene a cui si alternano nicchie e lunette, oggi prive di decorazioni. Tutti i portali sono architravati e l’ingresso centrale reca come fastigio una statua della Madonna col Bambino.

Su un lato del sagrato si trova una statua di san Giovanni Paolo II: realizzata da Giovanni Poletti, è la prima opera in assoluto certificata col marchio ufficiale DOP del marmo di Carrara.

Le ricchissime decorazioni interne risalgono al 1926 – 32 e sono in gran parte del pittore Eugenio Cisterna. Moltissimi gli affreschi, tra cui un Trittico, una Gloria di San Giulio e il ritrovamento della Santa Croce nell’abside. Nella cupola è raffigurata l’Esaltazione della Santa Croce con i profeti Daniele, Isaia, Elia e Geremia sulle vele, mentre nelle volte il Santissimo Sacramento con San Carlo Borromeo e Sant’Ambrogio.

Una delle opere più importanti della chiesa, custodita in una nicchia in fondo alla navata destra, è la statua in marmo di san Giovanni Battista, scolpita da Domenico Scaramucci sul modello del più famoso Giovanni Battista Maino, grande artista di Cassano Magnago, tra i principali autori della fontana di Trevi a Roma.

Altri preziosi reperti sono le statue lignee del XVII secolo raffiguranti la Madonna del Rosario e san Giovanni apostolo, un Cristo in Croce del 1580 di Ambrogio Figino e una Crocifissione di Giovanni Monti.