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Un falò per bruciare l’inverno

L’ultimo giovedì di gennaio, si sa, dalle parti di Busto Arsizio e della Valle Olona significa solo una cosa, il falò della Gioeübia. Usanza molto sentita, in realtà la festa della Giubiana si festeggia un po’ ovunque nel nord Italia, seppur con nomi, date e modalità differenti.

La tradizione è molto antica. Viene fatta risalire all’epoca precristiana e alle pratiche contadine pagane, fortemente scandite dal ritmo delle stagioni. Il nome stesso “Giubiana” è collegato al dio Giove, da cui derivano Joviana e Jovia e da qui Gioeübia, Zobia, Gibiana e le innumerevoli declinazioni.

La religione cristiana ha poi assorbito alcune usanze pagane e col tempo Giubiana è diventata una figura femminile, da scacciare e bruciare con il gelo.
È questo in effetti il legame alla base di tutte le celebrazioni della Giubiana: un falò, in cui viene bruciato un fantoccio, per scacciare il freddo dell’inverno e dare il benvenuto a una nuova stagione propizia.

Diversi sono i nomi della festa, con Giubiana, Gibiana, Giobbiana, Gioeübia, Geneé, Giner ma anche Zenerù e Zobiana.
Spesso il pupazzo bruciato è una vecchia o una strega dell’inverno o ancora una bellissima giovane, rea di aver tradito la città e i compaesani.
D’altronde la figura di una megera del freddo è presente in molte culture. Basti pensare alla mostruosa Baba Jaga russa, cattivissima strega dei racconti freddi dell’est Europa, e alla Regina della Nevi, protagonista dell’omonima fiaba di Hans Christian Andersen, da cui per altro è stato liberamente tratto il film Disney Frozen.

Il bello delle tradizioni e delle leggende è forse proprio questo, un’origine comune e antichissima che nei secoli si è differenziata e declinata in diverse forme ma in fondo rimane unita, come se davvero tutto il mondo fosse paese.

Ed è proprio in onore della tradizione che questa sera, giovedì 28 gennaio, in molti comuni si accenderanno i falò della Gioeübia. Nel rispetto della normativa anti Covid-19 sarà possibile partecipare solo a distanza, seguendo le varie dirette online proposte dai comuni.
Oltre a Busto Arsizio, dove l’usanza comprende risotto alla milanese, salsiccia ed altri eventi, segnaliamo le dirette di Gallarate e Arsago Seprio, per seguire da casa i tradizionali roghi della Giubiana.